Ago

03

La fotografia sportiva

Le indicazioni riportate in queste righe si basano essenzialmente sull’esperienza acquisita nel tempo (errori inclusi). Non vi è quindi la presunzione di voler dettare regole assolute read more.....


Lug

12

David Gilmour in concerto

I mesi di luglio ed agosto si caratterizzano, come da sempre ormai, per il proliferare di eventi musicali dal vivo di numerosi artisti che percorrono in lungo e in largo l'Europa (e non solo) allestendo i propri show. read more.....

 

Nov

04

L'uomo tranquillo del Rock

Non è certo noto per gli atteggiamenti fuori dall'ordinario e non è famoso per proporre tour mastodontici, dato che non è nemmeno ricordato per le scenografie di effetto nei suoi spettacoli live .... read more.....

 

La fotografia sportiva

Le indicazioni riportate in queste righe si basano essenzialmente sull’esperienza acquisita nel tempo (errori inclusi). Non vi è quindi la presunzione di voler dettare regole assolute ma solo di indicare una serie di consigli e note che possano aiutare e guidare gli appassionati di questo genere di fotografia ad affinare le proprie tecniche di base per affrontare un mondo che, data la sua vastità e varietà, si presta a numerose interpretazioni di carattere tecnico ed “artistico”.
La fotografia di sport è, essenzialmente, fotografia di azione.
La regola base è sempre quella di sapere quando e perché scattare.
In queste righe cercherò di trasmettere qualche informazione utile per poter riuscire ad applicare al meglio questa regola. Fotografare eventi sportivi può sembrare una cosa semplice ma ,in realtà, nasconde numerose insidie. Ogni sport, infatti, ha in se fattori e peculiarità specifiche che è opportuno tenere presenti per ottenere scatti significativi.
Un tennista che chiude uno scambio vincente, potrebbe esultare in modo significativo. Un ciclista potrebbe prendere una borraccia in un dato punto. Un calciatore che realizza una rete o sbaglia un gol è probabile che esulti o si disperi in modo caratteristico o provochi una reazione del suo allenatore. Sfruttando queste semplici conoscenze, possiamo scegliere prima dove inquadrare e sperare che accada quello che abbiamo previsto. Se dobbiamo fotografare uno sport che non conosciamo, è opportuno documentarci il più possibile e, magari,  cercare delle immagini alle quali ispirarsi. In definitiva, conoscendo lo sport che dobbiamo documentare, saremo in grado di anticipare l’azione, di prevedere cosa succederà e, pertanto, di posizionarsi nei punti migliori per catturare le scene che ci interessano.
Bisogna poi avere ben presente cosa si intende raccontare con le immagini che ci prepariamo a scattare: ad esempio si può scegliere di narrare gli eventi di tutta la gara, come una cronaca visiva di quanto è successo nella competizione. Si potrà così cercare di dare un senso cronologico di dettaglio degli eventi, evidenziando i momenti salienti della gara. Si può cominciare dalle procedure di partenza o di riscaldamento dove si possono catturare, oltre agli spunti tecnici, altri frammenti importanti quali sguardi, ansia, concentrazione. Se possibile, cercare di catturare azioni particolari e tipiche dello sport che stiamo raccontando.
Un'altra domanda ci può venire ricorrentemente: dove posizionarsi?
NON ESISTE FOTOGRAFIA PER LA QUALE VALGA LA PENA DI METTERE IN PERICOLO LA PROPRIA INCOLUMITÀ O QUELLA DEGLI ALTRI.
Questa «regola» vale, soprattutto, per la fotografia di eventi che si svolgono su circuiti aperti al pubblico (ad es. ciclismo, eventi motoristici, pattinaggio...). Se foste tentati di mettervi in pericolo per fare quello che pensate possa essere lo scatto dell’anno, è meglio lasciar stare. NON SIATE DI INTRALCIO AD ATLETI E COLLEGHI. A volte si corre il rischio di essere vittime di eccessivo “impeto” che ci porta a calpestare tutto e tutti pur di arrivare scattare una fotografia; è sempre opportuno evitare di dare fastidio agli altri, allo stesso modo in cui si vorrebbe che ciò non fosse fatto a noi.
Alktro punto di domanda: quale attrezzatura dobbiamo usare?
Per fotografare lo sport non è obbligatorio possedere attrezzatura professionale, anche se sarebbe di grande aiuto per avere risultati di livello superiore. In particolare, nel caso di sport che si svolgono all’aperto, non è obbligatorio possedere obiettivi particolarmente luminosi. È però importante avere un sistema di messa a fuoco piuttosto veloce se si preferisce utilizzare l’impostazione manuale. Trattandosi il più delle volte di soggetti che si muovono ad elevate velocità, l’utilizzo di autofocus lenti o di impostazioni errate può portare ad avere immagini mosse o sfuocate. L’uso degli stabilizzatori non aiuta molto nel caso di soggetti in movimento ma può essere utile nel caso di immagini catturate a distanza o in soggetti relativamente fermi ed in condizione di scarsa illuminazione. Maggiore è il tempo di posa e maggiore è la possibilità di avere foto mosse, sia a causa del soggetto in movimento che delle vibrazioni cui sottoponiamo la macchina al momento dello scatto.
Per sport per i quali non è possibile posizionarsi vicino all’azione vengono utilizzati potenti teleobiettivi, solitamente a focale fissa. Si tratta, questa, di una possibilità dedicata quasi sempre ai professionisti. D’altro canto, se ci è consentito avvicinarsi senza problemi al soggetto della nostra fotografia, diventa possibile utilizzare anche ottiche «ordinarie», se non si presenta addirittura l’opportunità di scattare con degli obiettivi grandangolari. L’uso di obiettivi grandangolari, abbinati ad una buona scelta della posizione, può produrre infatti prospettive e punti di vista alternative ed interessanti. In questo caso è proprio la scelta della posizione che diventa determinante se si vogliono ottenere scatti particolari.
Ogni sport ha un tempo minimo di congelamento dell’immagine in funzione della sua velocità e dinamicità. Nel calcio, ad esempio, scattare con tempi più lenti di 1/500 rende maggiormente probabile il fatto che giocatori e palla risultino mossi. Questo vale anche per altri sport in cui la velocità dell’azione da riprendere risulti elevata come nel Basket o nel Tennis. È preferibile impostare tempi molto brevi non dimenticando la regola base dell’inverso della lunghezza focale. Tempi più lunghi sono possibili solamente a basse velocità del soggetto (anche se il rischio mosso rimane elevato). Se possibile, usare almeno 1/500. Scegliere valori ISO adeguati all’illuminazione ed alla capacità della fotocamera e dell’obiettivo. Più  il valore è elevato e più aumenterà il disturbo o “grana”.  Questo concetto è particolarmente importante in caso di sport “indoor” dove la luce è scarsa ed è spesso necessario alzare il livello degli ISO anche se si utilizzano obiettivi piuttosto luminosi.
Utilizzare il panning per dare l’idea del movimento. Nella fotografia motoristica soprattutto è un metodo molto efficace. Effettuare panning significa agganciare il soggetto e fotografarlo, seguendolo con la fotocamera, utilizzando un tempo sufficientemente lento da fornire l’idea del movimento. L’immobilità del soggetto all’interno dell’inquadratura durante l’effettuazione del panning è la condizione fondamentale affinché il soggetto appaia nitido e non si confonda con lo sfondo.
In definitiva, le possibilità di scelta sono ampie. Dalla posizione del fotografo alla scelta dell’attrezzatura; dalle regolazioni della fotocamera alla scelta degli obiettivi (se si ha la possibilità di utilizzare una reflex).